Amori Crudeli: la tramaAmori Crudeli: intervista al programma radiofonico “La storia in giallo” |
LA PRIMA NOTTE DELLA LUNA – intervista a Cinzia Tani di Antonella Ferrera per il programma radiofonico “La storia in giallo”Buon
pomeriggio a tutti da Antonella Ferrera.
Oggi è con noi in studio la giornalista e scrittrice Cinzia Tani che
tutti gli appassionati del giallo certamente già conoscono.La storia che avete
appena ascoltato è ispirata proprio ad un caso che Cinzia Tani ha raccontato
nel suo ultimo libro “Amori Crudeli” recentemente pubblicato da Mondadori.
Sì,
è una storia che conoscono in pochi, forse nessuno. Perché sui giornali uscì
soltanto un trafiletto che nascondeva la verità, si parlava di un doppio
suicidio mentre il suicidio era stato preceduto da due omicidi. Gli altri
protagonisti della storia sono morti e l’unico a conoscenza dei fatti era un
amico dell’assassino, un professore di Boston che io ho conosciuto e che mi ha
raccontato tutto. E’ l’unica storia nella quale la ricostruzione è frutto della
mia immaginazione piuttosto che basata su documenti come faccio per le altre
storie di cui ho molto materiale. Atti dei processi, libri, articoli,
addirittura autobiografie degli assassini. Ho materiale vecchissimo,
addirittura molti libri della fine dell’ottocento.
Sì,
due mondi diversissimi da tanti punti di vista. In America passiamo da Kennedy
che poi viene ucciso a Lyndon Johnson e a Nixon. La guerra del Vietnam, la
contestazione studendesca. Ma anche il consumismo, la ricchezza, i luccichii
delle città. Di qua abbiamo una città pesante e bellissima come Leningrado,
povertà, il dopo Stalin, Kruscev e poi Breznev, l’occupazione di Praga. L’atto
finale della storia si svolge nel giorno in cui dopo anni di competizione per
conquistare lo spazio gli americani conquistano la luna. E’ il giorno in cui
l’americano, proprio pensando a quell’evento, compie l’atto irreparabile.
La
persona che mi ha raccontato la storia Tonia l’ha conosciuta. L’ha vista due
volta. La prima quando il marito l’ha portata in America per farle conoscere i
genitori e gli amici e tonia è fuggita sconvolta e disgustata da un mondo che
non capiva. Poi l’ha rivista in Russia e ha scoperto la vera Tonia, la russa,
innamorata del suo paese, romantica e intensa come il suo paese. Certo poi io
ho costruito il personaggio, tenendo presenti tanti personaggi di donne russe,
protagoniste dei romanzi, come la Lara e la Tonia di Dottor Zivago, o la Sonia
di Delitto e Castigo, ma anche Anna Karenina e così via.
Sì.
Di solito quando racconto una storia di coppia mi dilungo sull’infanzia di
entrambi i personaggi. Questa volta ho insistito sull’infanzia di Tonia perché
ha un’importanza fondamentale sulla sua vita. L’infanzia di Marc è quella di tutti,
con problemi e difficoltà, incomprensioni e disaccordi, ma nessun trauma. Per
tonia è diverso, muore l’unica persona che la ami e rimane in balia di persone
che la odiano o la sfruttano. E’ allora che lei indossa uno schermo, una
protezione di cinismo tra sé e il mondo.
No.
La verità non può saperla nessuno se non Tonia stessa. Ma io non penso che lei
abbia voluto uccidere il suo bambino. Non sentiva un forte istinto materno ma
non per questo l’avrebbe desiderato morto. Credo che come avviene in alcuni
casi di infanticidio, lei sentisse incosciamente la voglia di farla finita, di
suicidarsi insieme al bambino. Ma non razionalmente, piuttosto un’incoscienza,
un lasciarsi andare al destino attraversando la strada di corsa sotto la
pioggia.
Per
Marc si può davvero parlare di attrazione fatale. E’ un uomo che ha rifiutato
la superficialità dei rapporti, che ha pochi amici, che non crede nel
matrimonio, che trove le donne americane che conosce insulse e superficiali.
Lui ha scelto la russia e la sua letteratura e quindi può apprezzare e
comprendere una figlia della russia come Tonia. Inoltre Tonia è bellissima e
apparentemente ingenua e anche molto più giovane. Credo che scatti la sindrome
del pigmalione. Lui vuole educarla e infatti nei primi incontri le compra i
suoi primi libri.
Tani, che
cosa spinge un uomo innamorato a compiere un simile gesto? La gelosia o, nel nostro caso, c’è
dell’altro? Lui
da Tonia sopporta tutto, i suo ripensamenti, le sue freddezze, la morte del
figlio. Ma pensa sempre che lei sia sua. Mai una sola volta immagina che lei
possa tradirlo. Pensa che i problemi siano altri. Proprio non si pone il
pensiero. Quando invece viene brutalmente a sapere la verità che poi sono tante
verità tutte insieme: lei lo tradiva da sempre, il figlio non era suo e inoltre
lei lo ha denunciato alla polizia. Be’ sfido chiunque a mantenere il sangue
freddo…
Certo
che si sarebbero lasciati arrivati a quel punto. Quindi mark l’avrebbe persa.
Così invece lei rimane sua, sua nella morte. E’ questo che pensano coloro che
uccidono per amore, soprattutto gli uomini. Sarai mia per sempre. Per
l’uomo è quasi più importante l’eventualità di un abbandono del tradimento. E’
quasi più forte il senso del possesso della gelosia.
Di
solito entrambi, uomini e donne, dopo aver compiuto un omicidio passionale
tentano il suicidio. Poi però la donna non ci riesce quasi mai mentre l’uomo ci
riesce nella maggior parte dei casi. La donna mantiene un barlume di lucidità
mentre l’uomo è più impulsivo. Inoltre per la donna il tentativo di suicidio è
di solito iniziale. Lei non vuole ucciidere il suo compagno ma spaventarlo,
minacciarlo con la propria morte. Poi accade qualcosa per cui partono dei
colpi… E’ difficile che poi lei riesca a fare ciò che non aveva nessuna intenzione
di fare neppure all’inizio.
Sono
d’accordo con Andreoli. In tutti i casi che ho studiato la vittima non è del
tutto innocente. Di solito si comporta in modo da esasperare il partner,
ovviamente perché non immagina che cosa sta rischiando. Nel caso Bellentani il
suo amante quando lei lo minaccia dicendogli che ha una pistola le ride in
faccia chiamandola terrona e dicendo che è solo una lettrice di fotoromanzi.
Nel caso di Herman Tarnower, lui quando lei vuole suicidarsi davanti a lui
perché la tradisce, lui reagisce schiaffeggiandola.
L’uomo
uccide nei delitti passionali cercando un contatto con la sua vittima. E’ come
se volesse possederla un’ultima volta. Usano il coltello, le mani per
strangolarla. Anche Mark usa le mani per sollevarla ma poiché è un uomo
romantico ha scelto il loro ponte preferito e il loro fiume. Non vuole ferirla.
Per sé sceglie la pistola perché è veloce e sicura. Non vuole sopravvivere.
Be’ sicuramente è colui
che scatena tutto. Se non rivelasse la verità a Mark non accadrebbe niente. E’
un ragazzo cattivo, cinico, non ama il padre, è venale, non vuole vedere il
figlio. Sente solo una grande attrazione per Tonia ma è privo di sentimenti.
Non ha alcuna nobiltà. Sicuramente Mark, pur essendo un assassino, è migliore
di lui.
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