"Non impiccatemi così in alto" "Nelle sue braccia sarei morta" "Potrebbe capitare anche a voi" La saponificatrice di Correggio Il caso della stricnina fantasma
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L’ORCHESSA
DELLA GOUTTE D’OR Jeanne
Weber, Francia 1908 Jeanne
Weber si presentò dai Poirot-Jacquemot che affittavano stanze a
Commercy, in Lorena, con l’ultimo dei suoi amanti, Emile Bouchery. Disse di essere vedova,
di chiamarsi Moulinet, e chiese una camera doppia. Qualche giorno
dopo Emile partì per andare a lavorare a Sorcy, e Jeanne domandò ai
coniugi Poirot di permettere a uno dei loro figlioli di dormire insieme
a lei. “Sapete”,
spiegò, “Emile è molto geloso e se mi trova con il piccolo Marcel
non potrà dubitare della mia fedeltà”.
Il
bambino protestò, ma i genitori lo convinsero ad acconsentire. Quella
sera Madame Guirlet, la proprietaria dell’edificio, che abitava al
piano superiore e aveva il
sonno leggero, udì degli strani rumori provenire dalla stanza di Jeanne;
subito insospettita, avvertì i Poirot, che corsero a controllare. La
scena che si presentò al loro sguardo era raccapricciante:
Marcel giaceva morto, riverso sul letto con la lingua
insanguinata fuori dalla bocca; la sua faccia era completamente viola. Jeanne,
in piedi in mezzo alla stanza, gridava che non era colpa sua, che il
bambino era stato colto da una crisi epilettica. Singhiozzava, e alle
domande incalza mio figlio?”, rispondeva ostinatamente: “Niente, non
ha nemmeno pianto”. |
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