Album fotografico

Appunti su assassine

Seicentodieci ragazze

Una scandalosa confessione

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Un giudice per Anna

"Nelle sue braccia sarei morta"

La dama in satin nero

La signorina romantica

Dietro la tenda rossa

Il mistero di Balham

Un delitto impossibile

Troppo tardi la verità

Quella folle risata

Sorella crudele

L'assassina era un uomo?

Morire per Maria

L'orchessa della Goutte d'or

Offesa nell'onore

L'incorreggibile bugiarda

Un delitto d'orgoglio

Lettere d'amore

La moglie schiava

"Potrebbe capitare anche a voi"

Nessuna pietà per Ruth

Le truffe di Frau Marek

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La belva di San Gregorio

Il caso della stricnina fantasma

I soliti romanzi a fumetti

"Mamma deve morire!"

"Andiamo a lavare la bambola"

L'amore non perdona

 

 

 

         

L’ORCHESSA DELLA GOUTTE D’OR

Jeanne Weber,  Francia 1908

 

Jeanne Weber si presentò dai Poirot-Jacquemot che affittavano stanze a Commercy, in Lorena, con l’ultimo dei suoi amanti, Emile Bouchery.  Disse di essere vedova,  di chiamarsi Moulinet, e chiese una camera doppia. Qualche giorno dopo Emile partì per andare a lavorare a Sorcy, e Jeanne domandò ai coniugi Poirot di permettere a uno dei loro figlioli di dormire insieme a lei.

“Sapete”, spiegò, “Emile è molto geloso e se mi trova con il piccolo Marcel non potrà dubitare della mia fedeltà”. 

Il bambino protestò, ma i genitori lo convinsero ad acconsentire. Quella sera Madame Guirlet, la proprietaria dell’edificio, che abitava al piano superiore e  aveva il sonno leggero, udì degli strani rumori provenire dalla stanza di Jeanne; subito insospettita, avvertì i Poirot, che corsero a controllare. La scena che si presentò al loro sguardo era raccapricciante:  Marcel giaceva morto, riverso sul letto con la lingua insanguinata fuori dalla bocca; la sua faccia era completamente viola.

Jeanne, in piedi in mezzo alla stanza, gridava che non era colpa sua, che il bambino era stato colto da una crisi epilettica. Singhiozzava, e alle domande incalza mio figlio?”, rispondeva ostinatamente: “Niente, non ha nemmeno pianto”.