Album fotografico

Appunti su assassine

Seicentodieci ragazze

Una scandalosa confessione

I veleni della Voisin

La testa sul palo

"Non impiccatemi così in alto"

Un giudice per Anna

"Nelle sue braccia sarei morta"

La dama in satin nero

La signorina romantica

Dietro la tenda rossa

Il mistero di Balham

Un delitto impossibile

Troppo tardi la verità

Quella folle risata

Sorella crudele

L'assassina era un uomo?

Morire per Maria

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Offesa nell'onore

L'incorreggibile bugiarda

Un delitto d'orgoglio

Lettere d'amore

La moglie schiava

"Potrebbe capitare anche a voi"

Nessuna pietà per Ruth

Le truffe di Frau Marek

L'amante bambino

La saponificatrice di Correggio

Il processo delle nebbie

La belva di San Gregorio

Il caso della stricnina fantasma

I soliti romanzi a fumetti

"Mamma deve morire!"

"Andiamo a lavare la bambola"

L'amore non perdona

 

 

         

OFFESA NELL’ONORE

 M.Elena Oggioni Tiepolo, Italia 1913

 

     Tutti udirono il colpo di pistola,  ma nessuno degli inquilini intervenne. La contessa Maria Elena Oggioni, vestita solo da una leggera vestaglia, uscì di corsa dal suo appartamento e si chiuse la porta dietro le spalle. Rimase qualche istante sul pianerottolo deserto e silenzioso, indecisa, con l’aria sperduta, gli occhi pieni di paura. Poi bussò alla porta  del capitano Bosio. Sua moglie andò ad aprire e si trovò davanti la contessa che singhiozzava e ripeteva: “Signora, signora, ho ucciso!”.

Pensando a una crisi di nervi la donna la prese per le spalle scuotendola delicatamente e le disse: “Vedrà che non sarà vero”.

Maria Elena allora alzò il braccio per mostrarle la rivoltella e ripeté: “Ma sì, ma sì, l’ho fatto in questo momento!”