"Non impiccatemi così in alto" "Nelle sue braccia sarei morta" "Potrebbe capitare anche a voi" La saponificatrice di Correggio Il caso della stricnina fantasma
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OFFESA
NELL’ONORE M.Elena
Oggioni Tiepolo, Italia 1913
Tutti udirono il colpo di pistola,
ma nessuno degli inquilini intervenne. La contessa Maria Elena
Oggioni, vestita solo da una leggera vestaglia, uscì di corsa dal suo
appartamento e si chiuse la porta dietro le spalle. Rimase qualche
istante sul pianerottolo deserto e silenzioso, indecisa, con l’aria
sperduta, gli occhi pieni di paura. Poi bussò alla porta
del capitano Bosio. Sua moglie andò ad aprire e si trovò
davanti la contessa che singhiozzava e ripeteva: “Signora, signora, ho
ucciso!”. Pensando
a una crisi di nervi la donna la prese per le spalle scuotendola
delicatamente e le disse: “Vedrà che non sarà vero”. Maria
Elena allora alzò il braccio per mostrarle la rivoltella e ripeté:
“Ma sì, ma sì, l’ho fatto in questo momento!” |
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