Album fotografico

Appunti su assassine

Seicentodieci ragazze

Una scandalosa confessione

I veleni della Voisin

La testa sul palo

"Non impiccatemi così in alto"

Un giudice per Anna

"Nelle sue braccia sarei morta"

La dama in satin nero

La signorina romantica

Dietro la tenda rossa

Il mistero di Balham

Un delitto impossibile

Troppo tardi la verità

Quella folle risata

Sorella crudele

L'assassina era un uomo?

Morire per Maria

L'orchessa della Goutte d'or

Offesa nell'onore

L'incorreggibile bugiarda

Un delitto d'orgoglio

Lettere d'amore

La moglie schiava

"Potrebbe capitare anche a voi"

Nessuna pietà per Ruth

Le truffe di Frau Marek

L'amante bambino

La saponificatrice di Correggio

Il processo delle nebbie

La belva di San Gregorio

Il caso della stricnina fantasma

I soliti romanzi a fumetti

"Mamma deve morire!"

"Andiamo a lavare la bambola"

L'amore non perdona

 

 

         

  “NON IMPICCATEMI COSI' IN ALTO”

Mary Blandy,  Gran Bretagna 1751

 

    Prima di morire, l’avvocato Francis Blandy chiamò la figlia al suo capezzale. Le accarezzò i capelli e disse: “Cosa non farebbe una ragazza per l’uomo che ama!”.

“Cosa intendi dire, papà?”, chiese lei impaurita.

Con un filo di voce l’uomo rispose: “Se hai voluto avvelenarmi avevi forse le tue buone ragioni...”.

“Oh, no!”, gridò Mary afferrando le mani del padre e baciandole. “Non ho fatto niente! Te lo giuro!”.

    Blandy sorrise, sottrasse una mano dalla stretta di Mary e benedì la figlia.        L’aveva perdonata.