Album fotografico

Appunti su assassine

Seicentodieci ragazze

Una scandalosa confessione

I veleni della Voisin

La testa sul palo

"Non impiccatemi così in alto"

Un giudice per Anna

"Nelle sue braccia sarei morta"

La dama in satin nero

La signorina romantica

Dietro la tenda rossa

Il mistero di Balham

Un delitto impossibile

Troppo tardi la verità

Quella folle risata

Sorella crudele

L'assassina era un uomo?

Morire per Maria

L'orchessa della Goutte d'or

Offesa nell'onore

L'incorreggibile bugiarda

Un delitto d'orgoglio

Lettere d'amore

La moglie schiava

"Potrebbe capitare anche a voi"

Nessuna pietà per Ruth

Le truffe di Frau Marek

L'amante bambino

La saponificatrice di Correggio

Il processo delle nebbie

La belva di San Gregorio

Il caso della stricnina fantasma

I soliti romanzi a fumetti

"Mamma deve morire!"

"Andiamo a lavare la bambola"

L'amore non perdona

 

 

         

I VELENI DELLA VOISIN

 Catherine Deshayes, Francia 1675

 

      Marguerite Monvoisin confessò: “Ho visto mia madre Catherine accompagnare una donna velata  nel padiglione in giardino e aiutarla a stendersi nuda di fronte all’altare con le braccia aperte e un cero in ogni mano. Il prete, Étienne Guilbourg,  recitò la messa al contrario in onore di Satana e depose sul ventre della donna il calice colmo del sangue tiepido di un bambino appena sacrificato.

“Ogni volta che avrebbe dovuto baciare l’altare, il prete baciava il corpo nudo che vi era steso davanti, consacrava l’ostia sui genitali e ve ne inseriva un pezzetto. Terminata la messa, Guilbourg possedette la donna e, dopo essersi bagnato le mani nel calice, lavò il  sesso di entrambi”.