"Non impiccatemi così in alto" "Nelle sue braccia sarei morta" "Potrebbe capitare anche a voi" La saponificatrice di Correggio Il caso della stricnina fantasma
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I
VELENI DELLA VOISIN Catherine
Deshayes, Francia 1675
Marguerite
Monvoisin confessò: “Ho visto mia madre Catherine accompagnare una
donna velata nel padiglione
in giardino e aiutarla a stendersi nuda di fronte all’altare con le
braccia aperte e un cero in ogni mano. Il prete, Étienne Guilbourg,
recitò la messa al contrario in onore di Satana e depose sul
ventre della donna il calice colmo del sangue tiepido di un bambino
appena sacrificato. “Ogni
volta che avrebbe dovuto baciare l’altare, il prete baciava il corpo
nudo che vi era steso davanti, consacrava l’ostia sui genitali e ve ne
inseriva un pezzetto. Terminata la messa, Guilbourg possedette la donna
e, dopo essersi bagnato le mani nel calice, lavò il
sesso di entrambi”.
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