Album fotografico

Appunti su assassine

Seicentodieci ragazze

Una scandalosa confessione

I veleni della Voisin

La testa sul palo

"Non impiccatemi così in alto"

Un giudice per Anna

"Nelle sue braccia sarei morta"

La dama in satin nero

La signorina romantica

Dietro la tenda rossa

Il mistero di Balham

Un delitto impossibile

Troppo tardi la verità

Quella folle risata

Sorella crudele

L'assassina era un uomo?

Morire per Maria

L'orchessa della Goutte d'or

Offesa nell'onore

L'incorreggibile bugiarda

Un delitto d'orgoglio

Lettere d'amore

La moglie schiava

"Potrebbe capitare anche a voi"

Nessuna pietà per Ruth

Le truffe di Frau Marek

L'amante bambino

La saponificatrice di Correggio

Il processo delle nebbie

La belva di San Gregorio

Il caso della stricnina fantasma

I soliti romanzi a fumetti

"Mamma deve morire!"

"Andiamo a lavare la bambola"

L'amore non perdona

 

 

         

“MAMMA DEVE MORIRE!”

 Pauline Parker, Nuova Zelanda 1954

 

     La mattina del 22 giugno 1954 Pauline Parker scrisse nel suo diario: “Giorno del felice evento”.

Christchurch si svegliava sotto un malinconico cielo invernale. Nel pomeriggio Pauline,  sua madre Honora e la sua amica Juliet, dopo aver fatto acquisti, si fermarono in una sala da tè vicino Victoria Park.

Quando uscirono, l’aria era gelida. La donna e le ragazze si abbottonarono bene i cappotti e si strinsero le sciarpe intorno al collo. Per tornare a casa si incamminarono lungo un sentiero solitario che attraversava il parco. Pauline era vicino alla madre e Juliet poco più avanti.

Pauline infilò la mano in tasca e controllò il mezzo mattone avvolto nella calza che le aveva consegnato l’amica. Juliet tirò fuori dalla sua un sasso rosa e, senza farsi scorgere, lo gettò in terra. Doveva essere l’esca. Infatti Honora Parker lo vide, e si chinò per guardarlo meglio. Era il segnale.