"Non impiccatemi così in alto" "Nelle sue braccia sarei morta" "Potrebbe capitare anche a voi" La saponificatrice di Correggio Il caso della stricnina fantasma
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“MAMMA
DEVE MORIRE!” Pauline
Parker, Nuova Zelanda 1954
La mattina del 22 giugno 1954 Pauline Parker scrisse nel suo diario: “Giorno
del felice evento”. Christchurch
si svegliava sotto un malinconico cielo invernale. Nel pomeriggio
Pauline,
sua madre Honora e la sua amica Juliet, dopo aver fatto acquisti,
si fermarono in una sala da tè vicino Victoria Park. Quando
uscirono, l’aria era gelida. La donna e le ragazze si abbottonarono
bene i cappotti e si strinsero le sciarpe intorno al collo. Per tornare
a casa si incamminarono lungo un sentiero solitario che attraversava il
parco. Pauline era vicino alla madre e Juliet poco più avanti. Pauline
infilò la mano in tasca e controllò il mezzo mattone avvolto nella
calza che le aveva consegnato l’amica. Juliet tirò fuori dalla sua un
sasso rosa e, senza farsi scorgere, lo gettò in terra. Doveva essere
l’esca. Infatti Honora Parker lo vide, e si chinò per guardarlo
meglio. Era il segnale.
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