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"Andiamo a lavare la bambola"

L'amore non perdona

 

 

         

“ANDIAMO A LAVARE LA BAMBOLA”

Denise Labbé,  Francia 1954

 

     “Deciditi, o sacrifichi la bambina  o non mi vedrai più!”. Quando Jacques  lasciò la stanza, Denise si torse le mani e scoppiò in un pianto disperato. Era ancora sotto shock per avere abortito e l’idea di uccidere la sua unica figlia  le appariva davvero orribile. Ma questo sentimento durò poco, subito sostituito dall’abnegazione per il bell’ufficiale.

L’8 novembre 1954 raggiunse Catherine  a Vendôme, dove era ospite della nonna. La piccola giocava con una bambola di pezza in giardino. La madre la prese per mano e le disse: “Andiamo a lavare la bambola, vuoi?”. La bimba la seguì contenta; la sua bambola era davvero sporca.  Denise aprì la bocca per prendere aria, le mancava il respiro, poi pensò a Jacques, si concentrò su di lui, sul suo ultimatum. Velocemente afferrò sua figlia e la spinse a testa in giù nella bacinella di zinco piena di acqua e sapone.