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La signorina romantica

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Un delitto impossibile

Troppo tardi la verità

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L'assassina era un uomo?

Morire per Maria

L'orchessa della Goutte d'or

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L'incorreggibile bugiarda

Un delitto d'orgoglio

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La moglie schiava

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Nessuna pietà per Ruth

Le truffe di Frau Marek

L'amante bambino

La saponificatrice di Correggio

Il processo delle nebbie

La belva di San Gregorio

Il caso della stricnina fantasma

I soliti romanzi a fumetti

"Mamma deve morire!"

"Andiamo a lavare la bambola"

L'amore non perdona

 

 

         

I SOLITI ROMANZI A FUMETTI

Pia Bellentani,  Italia 1948

 

     La notte del 15 settembre soffiava un forte vento che sollevava le tende delle grandi finestre del Grand Hotel Villa d’Este, a Cernobbio. Alle 2  gli invitati affollavano ancora il salone da ballo e, mentre l’orchestra suonava motivi hawaiani,  le coppie meno stanche danzavano al centro della sala. Gli altri ospiti, seduti ai tavoli, chiacchieravano, oppure cominciavano a salutarsi, a riprendere i soprabiti al guardaroba.

Lo sparo si confuse con la musica e con il chiasso tutt’intorno; solo chi in quel momento si trovava vicino al bar poté vedere la scena.  La contessa Pia Bellentani, dopo aver  scambiato solo qualche battuta con Carlo Sacchi, che però si era perduta nel vocìo circostante, era rimasta qualche momento immobile a fissarlo, gli occhi pieni di un sordo furore. Poi aveva estratto la pistola dalla pelliccia di ermellino che la copriva e aveva colpito l’uomo all’altezza del cuore.

La vittima aveva barcollato prima di accasciarsi a terra senza vita e subito la contessa  aveva rivolto l’arma contro se stessa, puntandosela alla tempia e premendo il grilletto. Ma la pistola si era inceppata e la donna aveva gridato angosciata:   “Non spara più! Non spara più!” .