"Non impiccatemi così in alto" "Nelle sue braccia sarei morta" "Potrebbe capitare anche a voi" La saponificatrice di Correggio Il caso della stricnina fantasma
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LA
BELVA DI VIA SAN
GREGORIO Caterina
Fort,
Italia 1946
Erano le 9 e Pinuccia Somaschini era in ritardo: doveva passare da
Giuseppe Ricciardi,
prendere le chiavi del suo negozio di stoffe e
aprirlo perché lui era a Prato per affari. Chissà se anche
questa volta aveva portato con sé Caterina, la sua amante, fantasticava
correndo per via San Gregorio e infilandosi nel portone del numero 40.
Attraversò il
cortile,
imboccò la scala di destra e salì al primo piano. In casa
doveva esserci la signora Ricciardi con i tre figli. Poverina, pensò
ancora Pinuccia, si sta rovinando la salute per competere con l’altra.
Stranamente
la porta dell’appartamento era
socchiusa. La commessa chiamò, ma non ebbe risposta. Rimase
qualche istante indecisa sulla soglia e infine entrò. Faceva freddo,
perché mancava il riscaldamento, e non si sentivano rumori. Fece
qualche passo nella penombra e incontrò un ostacolo. Quando vide di
cosa si trattava si portò le mani alla bocca per non gridare. |
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