Mai viste tante mosche in una stanza! Fammi fare qualcosa di pericoloso Più guardo la gente più la odio Liberi di amare, liberi di uccidere |
Appunti
su coppie
assassine Molti
assassini operano da soli o coinvolgono altre persone solo per caso e
comunque la coppia assassina è un fenomeno piuttosto raro nell'ambito dei delitti. Ciò nonostante ci
sono state diverse coppie che hanno ucciso, per amore, per odio, per
vendetta, per denaro ma anche per semplice
perversione. Ci
sono follie a due che durano un
momento o follie a due che durano a lungo con omicidi premeditati,
desiderati, architettati insieme. Questi delitti sono il prodotto di
due menti malate di cui, di solito, una è preminente e influenza
l'altra. In questi casi almeno uno degli assassini è uno psicopatico
e avrebbe ucciso comunque mentre accade che l'altro se non avesse
fatto il fatale incontro avrebbe avuto una vita normale. La
follia a due viene anche detta follia indotta e denota quella
situazione in cui i due membri di una coppia si incontrano sul piano
comunicativo (INCONTRO FATALE)
tramite un reciproco influenzamento delirante. La
suggestionabilità ha una parte
notevole nella follia a due e si riferisce anche a quei casi in
cui una personalità paranoica o fanatica condiziona e plagia l'altro
membro della coppia particolarmente recettivo o suggestionabile. S.
Arieti: "Il primo ad ammalarsi è di solito un individuo con una personalità
forte, prepotente e arrogante. Questi è capace
di far accettare il proprio sistema delirante al coniuge, a un
figlio, a un fratello, a una sorella o a un amico che vive con lui. Le
vittime sono di solito persone
deboli, sottomesse, le quali trovano più facile accettare le idee
del donatore, anche se psicotiche, che opporsi ad esse. La convinzione
incrollabile del donatore, come pure l'ansia che un rifiuto della sua
autorità provocherebbe nelle vittime, fanno sì che queste accettino
i suoi deliri. Naturalmente le vittime devono essere preparate dalle
loro difficoltà psicologiche personali ad accettare il fardello
psicotico altrui. La
prognosi è buona per i casi indotti, se vengono separati dal donatore
e sottoposti a una terapia adeguata". Infatti, nella maggior parte dei casi, scoperti i delitti, dopo il processo, la donna rinnega il suo partner e torna ad essere la persona che era prima di incontrarlo. L'associazione
fra due individui può costituirsi o per l'assoluto predominio
dell'uno e quindi l'assoluta soggezione dell'altro o in grazia di
un'intesa fra i due che equipari quasi la loro importanza, benché
mantenga diverse le loro funzioni. Quindi o
l'assorbimento dell'individuo più debole in quello più energico o
una fusione di due individui che formano un tutto organico. Il
massimo del dominio esercitato da una persona su un'altra è
costringerla ad attuare un atto definitivo, l'omicidio. Per persone
che si sentono nullità, a
meno che una situazione non li forzi a fare qualcosa, un rapporto con
qualcuno che li domina li rende importanti, li fa sentire vivi. E
d'altra parte, il fatto che una persona consenta ad un'altra di
dominarla fa pensare a quest'ultima di essere molto potente, è una
grande conferma. E'
quindi interessante vedere in queste storie i
rapporti di forza fra i due individui che commettono i crimini (il
dominatore e il dominato), il loro fatale incontro, l'evoluzione del
loro rapporto, e i frequenti voltafaccia e tradimenti al momento della
cattura e soprattutto durante i processi.
Ma
soprattutto in coppia, rispetto agli omicidi compiuti da una persona
sola, c'è una maggiore
responsabilità di ognuno perché l'altro fa da specchio, da coscienza
e quindi non si può evitare di capire quello che si sta commettendo.
Nel
caso di una coppia di serial killers siamo in presenza di ciò che
viene definita una vittima
servile di un sadico maschio. L'uomo, un sadico sessuale, trova
una donna vulnerabile e dopo un certo tempo riesce a spingerla a
partecipare alle sue attività criminali. Allora assistiamo a un
cambio radicale dei valori di questa donna. E spesso l'elemento
femminile di una tale coppia agirà in maniera più violenta che se
avesse commesso i delitti da sola. Questa
brutalità accresciuta si manifesta non solo durante il crimine ma
anche nei metodi usati per sbarazzarsi del cadavere. Ciò è dovuto soprattutto all'influenza
dell'uomo piuttosto che a qualcosa di inerente alla donna. In
queste storie sono illustrati diversi tipi di rapporti
che legano i due assassini: amanti eterosessuali, amanti omosessuali,
madre e figlia, fratelli di latte, sorelle, amici del cuore, marito e
moglie, cugini. Sono venticinque storie raccontate in quattrocento
pagine, a partire dalla metà del settecento fino ai giorni nostri.
Storie in cui, oltre all'andamento da racconto giallo con colpi di
scena e momenti di grande suspence, è estremamente importante anche
la descrizione del periodo storico in cui si sono svolti i delitti e
la descrizione della vita e della psicologia degli assassini. Storie
in cui spesso i processi hanno fatto epoca e di cui sono stati
riportati i momenti salienti. E
i moventi? Oltre a motivazioni più comuni come quelle passionali
e quindi amanti che vogliono liberarsi di mariti ingombranti o
crudeli o addirittura mariti e mogli che uccidono l'amante di
uno di loro, magari per vendetta, le cause di questi omicidi sono le
più disparate. Poiché
la coppia omicida è un fenomeno abbastanza raro mi sono chiesta che
cosa spinge i due componenti a desiderare e compiere insieme un
omicidio? Quale legame morboso li unisce? Quali motivazioni così
forti da non farli desistere neppure discutendone? Coppie
che hanno ucciso per sadismo come Sarah
Metyard (Gran Bretagna 1758), che non potendo sfogare la sua
esuberanza tradendo il marito che aveva fatto morire di crepacuore
torturava a morte, aiutata dalla figlia, le apprendiste modiste orfane
che la parrocchia le mandava a casa. Coppie
che hanno ucciso per disperazione come la bellissima storia, ripresa
anche a teatro da Jean Genet, delle sorelle
Papin (Francia, 1933). Le dolci e brave cameriere che,
stanche delle sevizie psicologiche di cui erano oggetto a casa
Lancelin, uccisero la
padrona di casa e la grassa e petulante figlia Geneviève, dopo aver
loro strappato gli occhi con le proprie mani. Ci sono anche coppie che
hanno ucciso soltanto per denaro e in questo caso è interessante la
storia di Burke e Hare
(Gran Bretagna, 1828), i due amici che avevano scoperto che i medici
pagavano profumatamente i cadaveri per le loro lezioni di anatomia.
C'è
la vera storia di Bonnie e Clyde (Stati Uniti, 1932), il lungo racconto di un amore
assoluto e disperato. Clyde era un fuorilegge ma anche un ragazzo
sensibile che oltre alle armi e alle auto aveva la passione per il
sassofono dal quale non si separava mai. Uccise sempre per autodifesa,
se prese degli ostaggi poi li liberò, rischiò la vita per aiutare i
suoi complici ad evadere dai penitenziari organizzando rocambolesche
fughe, protesse e amò Bonnie fino all'ultimo momento. Ci
sono storie con doppie verità. La prima, che si svolge a metà del settecento,
racconta di una ragazza inglese che insieme all'amante uccide il padre
adottivo. Soltanto al processo si saprà la sua verità: il padre la
violentava da quando era bambina ma nessuno le crederà ed Elizabeth e
il suo amante saranno impiccati. Così
come la complessa storia dei fratelli Menendez, avvenuta qualche anno fa negli Stati Uniti, in
cui Erik e Lyle, figli
del miliardario José Menendez, uccidono il padre e la madre con
fucili a canne mozze. Al processo emerge una storia di stupri e
sevizie psicologiche di cui i ragazzi erano oggetto da parte dei
genitori da quando erano piccolissimi. C'è
poi la storia romantica del dottor Crippen (Gran Bretagna, 1910) ometto insignificante con una
moglie insopportabile e traditrice che si innamora della giovanissima
segretaria Ethel Le Neve. Quando, dopo aver ucciso la moglie, Crippen
fugge a bordo della nave Montrose insieme all'amante travestita da
ragazzo, il capitano comincia a sospettare e a investigare. Rimase
famoso l'inseguimento della nave da parte di un altro bastimento, il
Laurentic, con a bordo il detective
Dew che andava ad arrestare Crippen prima dello sbarco in Canada. Fu
quella la prima volta che il telegrafo venne usato per catturare un
assassino e la prima volta che tutto il mondo attraverso i giornali
seguì col cuore sospeso l'inseguimento di cui soltanto i diretti
interessati erano ignari. C'è
la storia di due donne amanti che in Germania, nel 1973, si liberano del marito di
una di loro e organizzano un delitto quasi perfetto. Come doveva
essere perfetto il delitto di Richard
Loeb e Nathan Leopold. I ragazzi, ricchissimi e molto intelligenti
(la storia si svolge a Chicago nel 1924) scelgono una vittima a caso e
la uccidono per poi chiederne il riscatto,
ma un piccolo particolare li fa scoprire. C'è
poi il noto caso Bebawi che
si svolse a Roma nel 1964 e in cui i due coniugi egiziani si
accusarono a vicenda dell'omicidio di Farouk Chourbagi, amante di
Claire Bebawi. Questa strategia legale dell'accusa reciproca portò ad
una sentenza eclatante di innocenza per entrambi. E soltanto in
appello i due imputati vennero condannati a ventidue anni di carcere,
ma ormai erano scomparsi. Si
arriva poi alle storie terribili degli ultimi anni, coppie
di serial killer. Storie di coppie che uccidono per motivi
sessuali. Ragazze innamorate del loro compagno o marito a tal punto da
procurargli delle schiave sessuali da usare a suo piacimento. Sono
storie dure, con particolari scabrosi, con processi molto articolati e
grandi colpi di scena. Ma sono le storie dei nostri tempi e non si
poteva evitare di raccontarle. Si
tratta della famosa coppia inglese: Ian
Brady e Myra Hindley (Gran Bretagna, 1963), di cui esistono anche
le statue di cera nel famoso museo londinese, che uccidevano delle
giovani ragazze ascoltando marce naziste. Si tratta di Gerald
e Charlene Gallego (Stati Uniti, 1978) e di Paul
Bernardo e Karla Homolka (Canada, 1990), due coppie sadiche la cui
vita è ampiamente raccontata prima di arrivare ai tremendi omicidi
che hanno sconvolto l'opinione pubblica. Coppie
serial killers Ci
sono stati dei casi in cui donne hanno vissuto per degli anni con
uomini senza sapere che erano dei maniaci sessuali omicidi. E'
accaduto per esempio allo strangolatore di Boston, De Salvo, a Peter
Kurten (il mostro di Dusseldorf, 1899-1928), a Andrej Chikatilo,
sposati a donne che non avevano il minimo sospetto di chi fossero
realmente i loro mariti. Ma
c'è un altro tipo di donna che è l'amante o la moglie di un serial
killer e che oltre ad essere consapevole dei delitti del partner vi
partecipa attivamente. E' per esempio il caso di Myra Hindley, timida
dattilografa ventitreenne che condusse una vita irreprensibile fino
all'incontro con Ian Brady, assassino psicopatico con tendenze
sadomasochiste, pornografiche e filonaziste.
I
due assassini dei cuori solitari, Martha Beck e Raymond Fernandez, si
amavano appassionatamente e nonostante lei lo avesse aiutato a
compiere diversi omicidi per denaro, fra cui quello di una bambina di
due anni, Martha continuò a vedere la loro storia soprattutto come
una love story e ripeté il suo amore per Raymond continuamente, anche
mentre veniva condotta sulla sedia elettrica. Ci sono poi coppie che
condividono il gusto del delitto seriale, coppie che uccidono per
aggiungere emozione al loro matrimonio. Ad
esempio Charlene e Gerald Gallego che uccisero vittime giovanissime
per avere rapporti sessuali insieme a loro. Ci
sono poi i giovanissimi assassini seriali come
Charles Starkweather e Caril Ann Fugate. Charles è un
diciannovenne raccoglitore di immondizia che si vede come un ribelle,
come James Dean anche se gli somiglia soltanto per il ciuffo. Per il
resto è molto basso e ha dei difetti ai piedi che gli fanno fare una
strana camminata. Si sente rifiutato dalla società e lui stesso odia
tutti eccettuata la quattordicenne Caril Ann. Dopo aver ucciso un
benzinaio Charles uccide padre e madre di Caril e la sorellina piccola
della ragazza proprio sotto i suoi occhi. Insieme nascondono i
cadaveri, si nascondono in casa a guardare la tv e poi scappano e
uccidono altre sei persone nel corso di pochi giorni. Quando vengono
presi la ragazza farà un repentino voltafaccia accusando il
fidanzato. La storia ha ispirato la canzone "Nebraska" di
Bruce Springsteen, il film "Badlands" di Terrence Malick e
"Natural born killer" di Oliver Stone.
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