Album fotografico

Appunti su coppie assassine

La mia verità

Troppo bionde

Fratelli di latte

Chi ci ha traditi?

Pan di zenzero

Solo andata per Louis

Diciotto fiammiferi usati

Vendicati del mio amante

Buongiorno Dottor Crippen!

Mai viste tante mosche in una stanza!

Solo due smidollati

Disperatamente

I tuoi occhi, la mia vendetta

Fammi fare qualcosa di pericoloso

Giulietta sovrappeso

Più guardo la gente più la odio

No, ti prego, non lasciarmi!

Picnic nella brughiera

Doppio inganno

Liberi di amare, liberi di uccidere

La buccia di banana

Il peccato più nero

Dentro il furgone

Che cosa avete fatto a mamma e papà?

L'uomo più perfetto del mondo

         

 Appunti su coppie assassine 

Molti assassini operano da soli o coinvolgono altre persone solo per caso e comunque la coppia assassina è un fenomeno piuttosto raro nell'ambito dei delitti. Ciò nonostante ci sono state diverse coppie che hanno ucciso, per amore, per odio, per vendetta, per denaro ma anche per semplice  perversione.

Ci sono follie a due che durano un momento o follie a due che durano a lungo con omicidi premeditati, desiderati, architettati insieme. Questi delitti sono il prodotto di due menti malate di cui, di solito, una è preminente e influenza l'altra. In questi casi almeno uno degli assassini è uno psicopatico e avrebbe ucciso comunque mentre accade che l'altro se non avesse fatto il fatale incontro avrebbe avuto una vita normale.

La follia a due viene anche detta follia indotta e denota quella situazione in cui i due membri di una coppia si incontrano sul piano comunicativo (INCONTRO FATALE) tramite un reciproco influenzamento delirante.

La suggestionabilità ha una parte notevole nella follia a due e si riferisce anche a quei casi in cui una personalità paranoica o fanatica condiziona e plagia l'altro membro della coppia particolarmente recettivo o suggestionabile.

S. Arieti: "Il primo ad ammalarsi è di solito un individuo con una personalità forte, prepotente e arrogante. Questi è capace di far accettare il proprio sistema delirante al coniuge, a un figlio, a un fratello, a una sorella o a un amico che vive con lui. Le vittime sono di solito persone deboli, sottomesse, le quali trovano più facile accettare le idee del donatore, anche se psicotiche, che opporsi ad esse. La convinzione incrollabile del donatore, come pure l'ansia che un rifiuto della sua autorità provocherebbe nelle vittime, fanno sì che queste accettino i suoi deliri. Naturalmente le vittime devono essere preparate dalle loro difficoltà psicologiche personali ad accettare il fardello psicotico altrui.  La prognosi è buona per i casi indotti, se vengono separati dal donatore e sottoposti a una terapia adeguata".

Infatti, nella maggior parte dei casi, scoperti i delitti, dopo il processo, la donna rinnega il suo partner e torna ad essere la persona che era prima di incontrarlo.

L'associazione fra due individui può costituirsi o per l'assoluto predominio dell'uno e quindi l'assoluta soggezione dell'altro o in grazia di un'intesa fra i due che equipari quasi la loro importanza, benché mantenga diverse le loro funzioni. Quindi o l'assorbimento dell'individuo più debole in quello più energico o una fusione di due individui che formano un tutto organico.

Il massimo del dominio esercitato da una persona su un'altra è costringerla ad attuare un atto definitivo, l'omicidio. Per persone che si sentono nullità, a meno che una situazione non li forzi a fare qualcosa, un rapporto con qualcuno che li domina li rende importanti, li fa sentire vivi. E d'altra parte, il fatto che una persona consenta ad un'altra di dominarla fa pensare a quest'ultima di essere molto potente, è una grande conferma.

E' quindi interessante vedere in queste storie i rapporti di forza fra i due individui che commettono i crimini (il dominatore e il dominato), il loro fatale incontro, l'evoluzione del loro rapporto, e i frequenti voltafaccia e tradimenti al momento della cattura e soprattutto durante i processi. 

Ma soprattutto in coppia, rispetto agli omicidi compiuti da una persona sola, c'è una maggiore responsabilità di ognuno perché l'altro fa da specchio, da coscienza e quindi non si può evitare di capire quello che si sta commettendo. 

Nel caso di una coppia di serial killers siamo in presenza di ciò che viene definita una vittima servile di un sadico maschio. L'uomo, un sadico sessuale, trova una donna vulnerabile e dopo un certo tempo riesce a spingerla a partecipare alle sue attività criminali. Allora assistiamo a un cambio radicale dei valori di questa donna. E spesso l'elemento femminile di una tale coppia agirà in maniera più violenta che se avesse commesso i delitti da sola.

Questa brutalità accresciuta si manifesta non solo durante il crimine ma anche nei metodi usati per sbarazzarsi del cadavere. Ciò è dovuto soprattutto all'influenza dell'uomo piuttosto che a qualcosa di inerente alla donna.  

In queste storie sono illustrati diversi tipi di rapporti che legano i due assassini: amanti eterosessuali, amanti omosessuali, madre e figlia, fratelli di latte, sorelle, amici del cuore, marito e moglie, cugini. Sono venticinque storie raccontate in quattrocento pagine, a partire dalla metà del settecento fino ai giorni nostri. Storie in cui, oltre all'andamento da racconto giallo con colpi di scena e momenti di grande suspence, è estremamente importante anche la descrizione del periodo storico in cui si sono svolti i delitti e la descrizione della vita e della psicologia degli assassini. Storie in cui spesso i processi hanno fatto epoca e di cui sono stati riportati i momenti salienti.

E i moventi? Oltre a motivazioni più comuni come quelle passionali e quindi amanti che vogliono liberarsi di mariti ingombranti o  crudeli o addirittura mariti e mogli che uccidono l'amante di uno di loro, magari per vendetta, le cause di questi omicidi sono le più disparate.

Poiché la coppia omicida è un fenomeno abbastanza raro mi sono chiesta che cosa spinge i due componenti a desiderare e compiere insieme un omicidio? Quale legame morboso li unisce? Quali motivazioni così forti da non farli desistere neppure discutendone?

Coppie che hanno ucciso per sadismo come Sarah Metyard (Gran Bretagna 1758), che non potendo sfogare la sua esuberanza tradendo il marito che aveva fatto morire di crepacuore torturava a morte, aiutata dalla figlia, le apprendiste modiste orfane che la parrocchia le mandava a casa.

Coppie che hanno ucciso per disperazione come la bellissima storia, ripresa anche a teatro da Jean Genet, delle sorelle Papin (Francia, 1933). Le dolci e brave cameriere che,  stanche delle sevizie psicologiche di cui erano oggetto a casa Lancelin,  uccisero la padrona di casa e la grassa e petulante figlia Geneviève, dopo aver loro strappato gli occhi con le proprie mani. Ci sono anche coppie che hanno ucciso soltanto per denaro e in questo caso è interessante la storia di Burke e Hare (Gran Bretagna, 1828), i due amici che avevano scoperto che i medici pagavano profumatamente i cadaveri per le loro lezioni di anatomia. 

C'è la vera storia di Bonnie e Clyde (Stati Uniti, 1932), il lungo racconto di un amore assoluto e disperato. Clyde era un fuorilegge ma anche un ragazzo sensibile che oltre alle armi e alle auto aveva la passione per il sassofono dal quale non si separava mai. Uccise sempre per autodifesa, se prese degli ostaggi poi li liberò, rischiò la vita per aiutare i suoi complici ad evadere dai penitenziari organizzando rocambolesche fughe, protesse e amò Bonnie fino all'ultimo momento.

Ci sono storie con doppie verità. La prima, che si svolge a metà del settecento, racconta di una ragazza inglese che insieme all'amante uccide il padre adottivo. Soltanto al processo si saprà la sua verità: il padre la violentava da quando era bambina ma nessuno le crederà ed Elizabeth e il suo amante saranno impiccati.

Così come la complessa storia dei fratelli Menendez, avvenuta qualche anno fa negli Stati Uniti, in cui  Erik e Lyle, figli del miliardario José Menendez, uccidono il padre e la madre con fucili a canne mozze. Al processo emerge una storia di stupri e sevizie psicologiche di cui i ragazzi erano oggetto da parte dei genitori da quando erano piccolissimi.

C'è poi la storia romantica del dottor Crippen (Gran Bretagna, 1910) ometto insignificante con una moglie insopportabile e traditrice che si innamora della giovanissima segretaria Ethel Le Neve. Quando, dopo aver ucciso la moglie, Crippen fugge a bordo della nave Montrose insieme all'amante travestita da ragazzo, il capitano comincia a sospettare e a investigare. Rimase famoso l'inseguimento della nave da parte di un altro bastimento, il Laurentic, con a bordo il  detective Dew che andava ad arrestare Crippen prima dello sbarco in Canada. Fu quella la prima volta che il telegrafo venne usato per catturare un assassino e la prima volta che tutto il mondo attraverso i giornali seguì col cuore sospeso l'inseguimento di cui soltanto i diretti interessati erano ignari.

C'è la storia di due donne amanti che in Germania, nel 1973, si liberano del marito di una di loro e organizzano un delitto quasi perfetto. Come doveva essere perfetto il delitto di Richard Loeb e Nathan Leopold. I ragazzi, ricchissimi e molto intelligenti (la storia si svolge a Chicago nel 1924) scelgono una vittima a caso e la uccidono per poi chiederne il riscatto,  ma un piccolo particolare li fa scoprire.

C'è poi il noto caso Bebawi che si svolse a Roma nel 1964 e in cui i due coniugi egiziani si accusarono a vicenda dell'omicidio di Farouk Chourbagi, amante di Claire Bebawi. Questa strategia legale dell'accusa reciproca portò ad una sentenza eclatante di innocenza per entrambi. E soltanto in appello i due imputati vennero condannati a ventidue anni di carcere,  ma ormai erano scomparsi.

Si arriva poi alle storie terribili degli ultimi anni, coppie di serial killer. Storie di coppie che uccidono per motivi sessuali. Ragazze innamorate del loro compagno o marito a tal punto da procurargli delle schiave sessuali da usare a suo piacimento. Sono storie dure, con particolari scabrosi, con processi molto articolati e grandi colpi di scena. Ma sono le storie dei nostri tempi e non si poteva evitare di raccontarle.

Si tratta della famosa coppia inglese: Ian Brady e Myra Hindley (Gran Bretagna, 1963), di cui esistono anche le statue di cera nel famoso museo londinese, che uccidevano delle giovani ragazze ascoltando marce naziste. Si tratta di Gerald e Charlene Gallego (Stati Uniti, 1978) e di Paul Bernardo e Karla Homolka (Canada, 1990), due coppie sadiche la cui vita è ampiamente raccontata prima di arrivare ai tremendi omicidi che hanno sconvolto l'opinione pubblica.

 Coppie serial killers

Ci sono stati dei casi in cui donne hanno vissuto per degli anni con uomini senza sapere che erano dei maniaci sessuali omicidi. E' accaduto per esempio allo strangolatore di Boston, De Salvo, a Peter Kurten (il mostro di Dusseldorf, 1899-1928), a Andrej Chikatilo, sposati a donne che non avevano il minimo sospetto di chi fossero realmente i loro mariti.

Ma c'è un altro tipo di donna che è l'amante o la moglie di un serial killer e che oltre ad essere consapevole dei delitti del partner vi partecipa attivamente. E' per esempio il caso di Myra Hindley, timida dattilografa ventitreenne che condusse una vita irreprensibile fino all'incontro con Ian Brady, assassino psicopatico con tendenze sadomasochiste, pornografiche e filonaziste. 

I due assassini dei cuori solitari, Martha Beck e Raymond Fernandez, si amavano appassionatamente e nonostante lei lo avesse aiutato a compiere diversi omicidi per denaro, fra cui quello di una bambina di due anni, Martha continuò a vedere la loro storia soprattutto come una love story e ripeté il suo amore per Raymond continuamente, anche mentre veniva condotta sulla sedia elettrica. Ci sono poi coppie che condividono il gusto del delitto seriale, coppie che uccidono per aggiungere emozione al loro matrimonio.

Ad esempio Charlene e Gerald Gallego che uccisero vittime giovanissime per avere rapporti sessuali insieme a loro.

Ci sono poi i giovanissimi assassini seriali come  Charles Starkweather e Caril Ann Fugate. Charles è un diciannovenne raccoglitore di immondizia che si vede come un ribelle, come James Dean anche se gli somiglia soltanto per il ciuffo. Per il resto è molto basso e ha dei difetti ai piedi che gli fanno fare una strana camminata. Si sente rifiutato dalla società e lui stesso odia tutti eccettuata la quattordicenne Caril Ann. Dopo aver ucciso un benzinaio Charles uccide padre e madre di Caril e la sorellina piccola della ragazza proprio sotto i suoi occhi. Insieme nascondono i cadaveri, si nascondono in casa a guardare la tv e poi scappano e uccidono altre sei persone nel corso di pochi giorni. Quando vengono presi la ragazza farà un repentino voltafaccia accusando il fidanzato. La storia ha ispirato la canzone "Nebraska" di Bruce Springsteen, il film "Badlands" di Terrence Malick e "Natural born killer" di Oliver Stone.