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True Crime Stories (prima parte) e intervista a Cinzia Tani
True Crime Stories (seconda parte) e intervista a Cinzia Tani True Crime Stories (terza parte) e intervista a Cinzia Tani
True Crime Stories (quarta parte e intervista a Cinzia Tani.
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TRUE CRIME STORIES Quarta parte Intervista a Cinzia Tani Nuvolette (di Luca
Raffaelli
Stai scherzando? "No.
A quei tempi alcuni sono riusciti a farlo. Studiavano una tecnica di
respirazione che permetteva loro di riuscire a sopravvivere alla forca,
anche perché il boia poteva essere disattento, le corde misurate senza
la dovuta (si fa per dire) attenzione. Il suo problema fu quello di
essere diventato un eroe tanto popolare che la folla, dopo l'esecuzione,
cominciò a contendersi il suo corpo. E questo, per lui, fu
fatale". Quindi
in questo Nero di Londra, ultimo volume della tua trilogia, non parli
solo di omicidi. "No.
Infatti oltre a Jack lo squartatore ci sono tre protagonisti assoluti
che hanno a che fare con i crimini, ma senza commetterli"; Chi
sono? "Il
più bravo avvocato londinese di tutti i tempi, un personaggio
meraviglioso, uomo bellissimo che ebbe un grande dolore in amore.
Arrogante, supponente, uno di quelli abituati a vincere sempre, sposa la
compagna d'infanzia e questa, appena uscita dalla chiesa, gli confessa
che non lo ama, non l'ha mai amato e non l'amerà mai". E
allora perché l'aveva sposato? "Perché
soggiogata dalla sua personalità. E forse, chissà, lui aveva usato nei
confronti di lei le stesse tecniche che lo portavano a vincere nelle
aule giudiziarie". Che
tipo di tecniche? "Tecniche
psicologiche che puntavano a colpire la debolezza dei giurati. Tecniche
di distrazione e di partecipazione passionale utilizzate sapientemente
grazie a una capacità oratoria strabiliante. Lui vinse tutti i
processi, alcuni dei quali popolarissimi presso l'opinione pubblica,
difendendo spesso donne accusate ingiustamente". Come
dice De Gregori in una sua canzone: "cercavi giustizia, trovasti la
legge". "Il
secondo protagonista è il più grande patologo dell'epoca, altro uomo
affascinante, che portava sempre un'orchidea all'occhiello". Stava
dunque dalla parte dell'accusa. "Sì.
E non sbagliava un'autopsia, un sospetto, un'ipotesi di colpevolezza.
Anzi no, una ne ha sbagliata: l'ultima. L'ultima solo perché, umiliato
dall'insuccesso, si toglie la vita con il gas. Il terzo è l'ultimo boia
di Londra. Figlio e nipote di boia, sin da piccolo aveva il desiderio,
potremmo dire la vocazione, per questo mestiere". E
poi c'è chi dice che l'educazione non conta. "Tutta
la sua vita è davvero molto interessante. Ma straordinario è il suo
ultimo atto, quando si dimette dall'incarico pronunciando una discorso
memorabile, che io ho messo all'inizio del libro e che cito così, a
memoria: "Dopo tante
morti, dopo tante impiccagioni, mi sono reso conto che la pena di morte
non serve assolutamente a nulla, che non è un deterrente contro la
criminalità. Lo posso dire io che ho guardato negli occhi i condannati
nell'ultimo istante della loro vita". Quando
decide di rinunciare all'incarico? "Dopo
aver ucciso per impiccagione Ruth Ellis, la cui storia verrà raccontata
nel fumetto che inizierà la prossima settimana su queste pagine. Ed è
la storia che viene raccontata anche nel film "Ballando con uno
sconosciuto", una grande storia d'amore e di gelosia". Dicci
qualcosa di più. "La
folla vuole linciare il nostro boia dopo l'impiccagione di Ruth. Siamo
nel 1956 e la gente comincia a ribellarsi alla pena di morte. Gli
urlano: che effetto fa uccidere una donna? Dopo quest'esperienza la sua
vita cambia, non può più essere lo stesso. Ma a proposito di Ruth, sui
giornali inglesi è stato scritto che si vuole riaprire il suo casoNero
sono state considerate le circostanze attenuanti. E sarebbe davvero
clamoroso: lei è un'omicida confessa, ha dichiarato pubblicamente di
avere ucciso l'amante che la tradiva, sparandogli alle spalle. Ma di
questo leggerete. Ora arriviamo a Jack". Ho
paura che sia rimasto ben poco spazio per un tipo tanto invadente.
Rispondi solo a una domanda, per ora. Sei d'accordo con la tesi del film
uscito di recente e tratto dal bel fumetto di Alan Moore e Eddie
Campbell, secondo cui l'assassino sarebbe il medico della Regina? "No,
affatto". Perché?
Quale altra ipotesi sposa Cinzia Tani? Tra sette giorni le risposte.
Alla prossima!
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