|
|
I mesi blu La
bellissima scena iniziale con la festeggiata che decide
d’improvviso di fare a meno della festa e scaccia gli ospiti ci fa
capire subito che questo è un libro di misteri. Cecilia, la
protagonista, non spiega, vive le sue avventure accumulando misteri nel
cuore stesso della banalità, ovvero un luogo di vacanze facili in cui
le tocca lavorare per sperimentare se sia lo spazio adatto a ricavarne
un film come regista, quindi a costruire una storia plausibile
attraverso artifici. Parrebbe un cammino, una carriera, una routine in
grado di aumentare la confusione della protagonista, renderla più
fragile, più evanescente. E, invece, assistiamo alla crescita,
all’acquistare suggestione e peso addirittura carnale di una donna dei
nostri giorni, a volte consapevole, a volte disperata di rendersi conto
che i misteri non stanno solo fuori di lei, nell’ambiguità e nel
crimine del tessuto sociale, ma anche e soprattutto in lei stessa,
sospetta e innocente di qualsiasi colpo di testa. Oreste
del Buono Cinzia
Tani, romana, giornalista e traduttrice, lavora alla RAI come
sceneggiatrice e autrice di programmi televisivi, Nel 1987 ha esordito
con il romanzo Sognando California (Marsilio). Nello stesso anno ha
pubblicato Premiopoli (Mondadori), inchiesta sul proliferare dei premi
letterari in Italia.
|
|