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PER
AMORE DI UN CANE Donald
Hume (1919-1998) Donald
Hume guidò fino all'aeroporto di Southend. Accanto
a sé aveva il suo cane, Tony, e un grosso pacco. Un inserviente
voleva dargli una mano per caricarlo sull'aereo che aveva noleggiato, ma
Donald rifiutò e a fatica sollevò l'involto e lo gettò dentro. Il
cane prese posto nel sedile accanto al suo e Donald decollò. Arrivato
ad una certa distanza dalla costa, cercò di aprire il portellone
mantenendo la cloche con le ginocchia. Ma fare queste operazioni e
contemporaneamente spingere fuori dall'aereo il pesante pacco, si rivelò
quasi impossibile. Questo non si spostava di un millimetro. Inoltre
c'era un forte vento che annunciava una tempesta e che scuoteva il
piccolo aereo. Tony
cominciò ad abbaiare furiosamente e ad agitarsi, complicando ancora di
più la faccenda, perché Donald dovette afferrarlo per il collare per
evitare che scivolasse fuori dall'aereo insieme al pacco. Finalmente
l’involto cadde fuori, ma la corda che lo legava rimase impigliata in
qualcosa e si spezzò. La coperta, con attaccati i pesi che dovevano
spingerlo in fondo al mare, volò via. Donald lo vide
precipitare nell'acqua e subito riaffiorare. Terrorizzato, pensò
che qualcuno avrebbe potuto
avvistarlo. Era la fine del
delitto perfetto.
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