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PENNA,
PENNELLO E VELENO Thomas
Wainewright (1794-1847) “Helen cara, Thomas vuole portarci a cena stasera, e anche a teatro”, disse Eliza Wainewright a sua sorella. “C’è
un tempo tremendo, perché non usciamo un’altra volta?”, suggerì
lei. Ma Thomas non voleva cambiare programma e le donne lo accontentarono. Mangiarono ostriche in un ristorante di Soho e, sotto la pioggia scrosciante, andarono ad uno spettacolo di music-hall. Il
giorno dopo Helen si ammalò. “Saranno
state le ostriche”, disse Thomas al medico che la venne a visitare. “Sarà
stata la pioggia”, disse Eliza. Helen
peggiorava, perdeva gradualmente le forze, aveva forti mal di testa e
dolori al ventre. Chiedeva del cognato, che le stesse vicino per farle
forza. Tra loro si era creata un’armonia tenera e misteriosa negli
ultimi mesi e Helen sperava
nel suo conforto. Ma Thomas mandava la domestica o la moglie a portarle
le medicine, passava davanti alla stanza senza fermarsi e non lasciava
che la malattia della cognata turbasse le sue abitudini quotidiane.
Helen
ebbe un attacco di convulsioni che la lasciò stremata, Thomas si
affacciò nella camera e, incurante delle mani che la ragazza gli
tendeva, disse allegramente:”Vado a fare una lunga passeggiata con mia
moglie. Sono passato a salutarti perché non so se ti ritroverò in
vita”. |
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