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Panico : la trama
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PANICO
Sei una persona normale, con
una vita normale. All'improvviso, su un autobus o in metropolitana, a
tavola con gli amici, al cinema o in qualunque altra situazione usuale,
il tuo cuore inizia a battere all'impazzata, il respiro diventa
faticoso, si fa strada la certezza di essere in grave pericolo, in
pericolo di morte. Ti precipiti al Pronto soccorso, dove scopri che non
è in atto alcuna crisi cardiaca o respiratoria, ma che si è trattato
«solo» di un attacco di panico. Inizia così il calvario delle persone
colpite da quello che, tecnicamente, viene definito «disturbo da
attacchi di panico» (Dap). Dopo la sua comparsa, si vive
nell'angosciante prospettiva della «fobofobia», cioè della paura della
paura, fino a giungere al punto di non uscire di casa o di non alzarsi
dal letto.
Quali sono le cause scatenanti del Dap e qual è il suo rapporto con le
altre malattie psichiche? Esiste una predisposizione genetica? È
possibile curarlo?
A queste e ad altre domande poste da una paziente d'eccezione, la
giornalista e scrittrice Cinzia Tani, il neurologo Rosario Sorrentino
risponde puntualmente e in modo accessibile a tutti, illustrando le
varie tipologie di tale disturbo e il metodo da lui adottato per
curarlo. Con una risonanza magnetica funzionale (una tecnica diagnostica
che consente di descrivere attraverso immagini dinamiche il
funzionamento del cervello) è riuscito infatti a visualizzare una crisi
di panico nel preciso istante in cui si verifica. Ha potuto così
dimostrare che questo fenomeno non è un'invenzione né una stranezza
della mente ma una «bugia» del cervello, che si «accende» per
convincerci della presenza di un pericolo che non c'è.
Pur non trascurando l'incidenza del contesto sociale nell'insorgere
degli attacchi di panico, è sui più recenti risultati della ricerca
nell'ambito delle neuroscienze che si basano l'analisi diagnostica e le
indicazioni terapeutiche proposte da Sorrentino. A suo giudizio, per
impostare un trattamento efficace, occorre partire dalla consapevolezza
che il cervello è un organo estremamente duttile e plasmabile, e che per
ripristinare una soddisfacente condizione di controllo e di equilibrio
biologico è indispensabile la terapia farmacologica, mentre l'idea che
possa bastare la psicoterapia si rivela quasi sempre un drammatico
equivoco.
Dagli attacchi di panico si può guarire, a patto che ci si rivolga a
specialisti competenti: è questo il suo incoraggiante messaggio agli
oltre due milioni di persone (soprattutto donne di età compresa fra i 18
e i 45 anni) che oggi in Italia soffrono di tale sindrome, destinata a
diventare nel prossimo futuro, secondo una stima dell'Organizzazione
mondiale della sanità, uno dei disturbi psichici più diffusi fra la
popolazione mondiale.
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