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Recensioni:
"Ecco un bel libro, da non leggere prima di addormentarsi"
Articolo uscito su Affari & Finanza di La Repubblica, 8 marzo 2004
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Ecco un
bel libro, da non leggere prima di addormentarsi.
Giulia
Borgese - Corriere della Sera - 24.10.01
Ecco un bel libro, da non
leggere assolutamente la sera a letto, prima di addormentarsi. E non
tanto per gli efferati delitti che vi sono descritti con puntigliosa
precisione, quanto piuttosto per il fascino, certo malefico, degli
assassini. Del tipo «era un giovane di media statura, con una bocca
carnosa e sensuale e uno sguardo irresistibile. Capì subito che aveva
una grande influenza sulle donne, riusciva a sedurle con poco sforzo e a
ottenere da loro quello che voleva». Insomma, uomini capaci di «riconoscere
nello sguardo femminile la passione repressa, la delusione amorosa, il
desiderio soffocato»: una giornalista presente al processo di uno di
questi ne descrisse addirittura l’«irresistibile, felina luminosità
dello sguardo». Sono gli assassini della Londra più nera, da Jack lo
Squartatore ai serial killer del Novecento, passando attraverso i
vittoriani, pallidi, eleganti e sicuri di sé e della forza dei loro
veleni, dei loro coltellacci, e delle seghette che portavano dentro
valigie di marocchino, che poi abbandonavano, grondanti sangue, al
deposito bagagli della Victoria Station. Li ha sistemati, in
un’antologia che segue quelle altre dedicate alle celebri Assassine
e alle Coppie assassine, Cinzia
Tani nel suo nuovo Nero di Londra .
Sono venti storie di «sangue, amore e mistero»: fra queste, tre
riguardano personaggi pubblici, le cui vicende si intersecano con quelle
degli assassini. Si tratta dell’avvocato di grido Marshall Hall,
dell’insigne, bello ed elegantissimo patologo Spilsbury, e
dell’ultimo boia, discendente da una dinastia di boia, Albert
Pierrepoint. Le vittime sono sempre donne, tranne nel caso del giovane
poliziotto omosessuale Dennis Nilsen, un tipo tosto che all’ispettore
che, avendo trovato le fogne dell’edificio in cui abitava intasate da
frammenti di corpi maschili fatti a pezzetti, gli chiedeva: «Stiamo
parlando di un corpo o di due?» aveva risposto senza esitare: «Quindici
o sedici». Tutti, comunque, svolgono il loro lavoro di assassini con
precisione e fantasia: sanno sezionare i teneri corpi delle loro amanti,
tagliare una testa ricciuta senza macchiarsi di sangue, affogare le
mogli dentro vasche di zinco dalle zampe di leone in modo tale che i
vicini sentano solo un vago gorgoglio di passione...
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